#musica, Rock, teatro

DONNE E GIORNALISMO MUSICALE IN “SHE ROCKS”

Nel libro di Alessandra Izzo 15 grandi nomi che hanno cambiato le carte in tavola

«Qualcuno un giorno mi ha detto che il rock è prevalentemente testosteronico. Da lì è scattata l’idea». Una genesi casuale che ha poi seguito un percorso preciso, quella che ha portato Alessandra Izzo a scrivere il libro “She Rocks! – Giornaliste musicali raccontano” (Volo Libero Edizioni) ripercorrendo la storia di quindici giornaliste musicali italiane, coprendo un periodo che va dagli anni Sessanta a oggi e includendo professioniste della carta stampata, della TV, della radio e del web a cavallo tra old school e nuove generazioni. E portando in prima persona la sua esperienza eclettica e trasversale come attrice, conduttrice e autrice prima e come giornalista musicale e di cinema poi, per testate musicali tra cui Rolling Stone, Duellanti e Rockstar e trasmissioni su Radio Due.

She Rocks!” perchè il rock, diciamolo, non è mica solo roba da maschi! Anzi. «Le donne non sanno solo di pop come spesso si pensa – ci ha detto l’autrice – sanno di rock, sanno di funky, sanno di punk – tantissimo! Conosco molte donne appassionate di punk e con una mentalità punk, perché è una attitude e un modo di essere proprio come il rock».

Da dove viene quindi la necessità di scrivere questo libro?

«È stata un po’ la voglia di far uscire fuori dal coro alcune donne che parlano, scrivono, vivono di musica da sempre. A un certo punto ho notato che il giornalismo musicale è purtroppo in larga parte appannaggio degli uomini, mentre io ho conosciuto donne straordinarie che se ne occupano. Io stessa sono una narratrice della musica perché la amo profondamente, non c’era mai stato un libro del genere e mi sono detta… “Vai!”. Man mano che chiedevo alle mie colleghe di intervistarle hanno accettato tutte di buon grado, dicendo che era una bella idea. In realtà noi donne non ci sentiamo molto prese in considerazione: è un territorio abbastanza maschile, soprattutto la critica musicale, si pensa che la donna sia relegata più al pop o alla voce come strumento. Invece nell’ambito del giornalismo di donne che fanno musica e scrivono di musica ce n’è non tante, di più! Ed è stato molto bello sentire anche pareri diversi, alcune la pensavano come me e altre no e questo ha reso il libro più intrigante».

Le giornaliste interpellate da Alessandra Izzo per “She Rocks!” sono nomi importanti come Alba Solaro (per anni all’Unità e poi a Repubblica e Marie Claire), la storica e temuta corrispondente musicale de La Stampa Marinella Venegoni, Daniela Amenta ex collaboratrice di tutte le maggiori testate specializzate italiane, per Radio Rai e Rai 3, Patrizia De Rossi appassionata di Bruce Springsteen (a cui, prima in Italia, dedicò la tesi negli anni ’80). E poi la mitica Eleonora Bagarotti la cui passione per The Who la portò a far parte del loro ufficio stampa (e a essere amica di Pete Townshend), Clelia Bendandi voce storica di RaiStereoDue, Betty Senatore da 25 anni in radio e colonna di Radio Capital, Valeria Rusconi (XL di Repubblica), Roberta Maiorano, Raffaella Mezzanzanica, Cristiana Paolini, Alessandra Sacchetta, Barbara Tomasino del sito Onda Rock, Barbara Volpi, Paola Gallo del blog Onde Funky.

Alessandra Izzo e “She Rocks!”

Come sono state scelte le persone? Per dare una rappresentanza in base alle testate, alla generazione di appartenenza?

«Sicuramente ho voluto unire un po’ la “vecchia generazione” e la nuova, mettendo quindi le regine della musica come Marinella Venegoni (prima donna in Italia critico musicale di un quotidiano negli anni ’80, n.d.r.), Daniela Amenta, Alba Solaro, grossi personaggi e poi quelle più giovani che fanno più web, ma grandissime esperte. È una scelta non pensata razionalmente, di impatto, sicuramente volevo fasce d’età diversa, con più o meno esperienza ma molto, molto preparate».

Ma c’è anche qualcuno che… manca: Fiorella Gentile, collaboratrice di Renzo Arbore a “L’Altra Domenica” e dalla carriera stellare. «In lei ho il mio mentore femminile – ha spiegato Izzo – lavorava con Arbore in un programma che all’epoca era qualcosa di completamente diverso rispetto a quello che c’era, così nuovo e avanti. Ci sono cose che lei faceva già trent’anni fa e che ora sono da esempio per altre».

Le diverse fasce d’età servono anche a documentare l’evoluzione della professione, che è molto cambiata negli anni, con l’avvento del web…

«Sì, completamente. Però la passione per la musica rimane la stessa, è invariata! Tutto è cambiato e il mondo si ripete. L’amore per qualcosa rimane immutato ma certo è cambiato il connettivo sociale. Per me, figlia degli anni ’60, quello che poteva essere importante allora non lo è certo per una ragazza di 20 anni adesso ma è giusto che sia così. Il fil rouge che ci lega è sempre quello, l’amore per la musica».

La voglia di scrivere di musica, per Alessandra Izzo, nasce «dall’entusiasmo, sono cresciuta in una famiglia molto musicale. Sono napoletana (trapiantata a Roma n.d.r.), ho respirato il blues, suoni che venivano da oltreoceano e a casa mia si ascoltavano. I miei zii facevano parte di una band molto conosciuta negli anni ’70 a Napoli, Nino Soprano e il suo complesso. Mia zia era una top model e per me, ragazzina, la musica era già associata anche alla moda, al costume, è stato un periodo da sogno. Poi nel 1982 ho avuto la grande fortuna di conoscere quello che per me resta un grande genio della musica, Frank Zappa». E qui comincia tutta un’altra storia…

Parlaci del tuo rapporto con Frank Zappa!

Il primo libro di A. Izzo

«L’ho conosciuto che ero molto giovane. Degli amici mi avevano introdotto alla sua musica e poi l’ho incontrato, per me lui è un vero mito. Da uomo pratico, americano Frank diceva sempre che “esiste bella musica, ed esiste brutta musica”. Ed è così! Siamo noi poi che ci facciamo mille storie per darci un tono. Le cose belle e vere nella vita sono semplici. Quando non sono semplici – nel senso più nobile del termine – sono finte o sono… fuffa! Lui era molto siciliano ma anche profondamente yankee, molto diretto mentre noi siamo un po’ più “barocchi”. Aveva un forte amore per Roma, e fortissimo per Napoli, poi ha fatto incontri molto importanti come Fabio TrevesMa odiava Milano!».

Che il brutto rapporto con Milano derivasse dalla terribile esperienza al laghetto di Redecesio, a Segrate?!

«È stato massacrato dalle zanzare a quel concerto! Ha chiamato Tanino Liberatore e gli ha detto “fammi la copertina di The Man from Utopia” e lì c’è lui che ammazza tutte le zanzare!».

Lo spettacolo su Zappa annullato

Una copertina indimenticabile in cui fu immortalato, molto ironicamente, quel concerto del 7 luglio 1982, con il grande chitarrista armato di scacciamosche. E Frank Zappa ha influenzato tanto Alessandra Izzo da spingerla a scrivere il suo primo libro, “Frank e il resto del mondo” (Curcio Editore). «È uscito nel ventennale della sua morte, nel 2013. Io e altre due siamo le uniche donne al mondo ad aver scritto su di lui, anche questo è un territorio ancora abbastanza maschile eppure ho scoperto che molte donne amano Zappa e la sua musica… e lui lo sapeva! (ride)». Sul suo amato Frank, Alessandra Izzo ha anche realizzato insieme al regista Alessandro Iori uno spettacolo teatrale dal titolo “Zappa è vivo”: «Voglio che sia un omaggio pieno di humor e nonsense, così come lo era lui – dice l’autrice – A Frank non piacevano i piagnistei e i sentimentalismi, lui era un duro che si è difeso sempre molto bene. Diceva di odiare la poesia, ma la sua musica era pura poesia. Suo malgrado». Lo spettacolo avrebbe dovuto debuttare all’Ar.ma Teatro a Roma lo scorso 20 novembre, ma a causa delle disposizioni anti-Covid è stato annullato ed è in attesa di riprogrammazione.

“She Rocks!” è la terza fatica letteraria di Alessandra Izzo: oltre al libro su Zappa, nel 2015 ha pubblicato anche “Italian Night Clubbing – Deliri, follie e rock and roll negli storici club del Belpaese” (Arcana Edizioni) scritto insieme al collega Tiziano Tarli.

La giornalista ha anche portato in Italia la musa rock nonché leggendaria groupie Pamela Des Barres, per il lancio di suoi libri di culto quali “I’m With the Band” e “Let’s Spend the Night Together” (di cui ha scritto anche la prefazione), entrambi editi in Italia da Castelvecchi Editore e pieni di retroscena da testimone diretta in qualità di ex amante di artisti quali Mick Jagger, Keith Moon e Jim Morrison.

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