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“Us and them”: Pink Floyd 2020, l’eterna sfida tra Roger Waters e David Gilmour

Echoes (Pink Floyd) - Wikipedia
I Pink Floyd nella formazione originale in un fotogramma di “Live at Pompeii” (1972)

Tra i grandi “rimandati” dei cinema italiani (anzi mondiali) in questi giorni anche i Pink Floyd. Era infatti prevista dallo scorso 19 al 21 ottobre la proiezione del film concerto “Delicate sound of thunder”, che doveva essere distribuito in Italia da Nexo Digital in collaborazione con D’Alessandro e Galli (e con i media partner Radio Capital, MYMovies.it, Rockol.it.). Per l’occasione restaurato, rimontato e rimasterizzato, nonché nominato ai Grammy è stato invece, come molti altri titoli, posticipato al 2021.

Questo documentario coglie la band di David Gilmour e soci nel tour del 1987, anno di rinascita trionfale a seguito della perdita di due dei co-fondatori. Sì perché la ormai leggendaria band britannica, formatasi nel 1967, aveva visto l’allontanamento prima del tastierista e cantante Richard Wright (1943 – 2008) dopo The Wall (1979) e poi del bassista e compositore Roger Waters nel 1985, a seguito dell’album The Final Cut (1983).

Fu Gilmour che – in verità a seguito di un tentativo come solista – preferì rilanciare la band insieme al batterista Nick Mason, partorendo A Momentary Lapse Of Reason, divenuto album multiplatino e immediato successo nelle classifiche mondiali, grazie anche al ritorno di Wright in formazione.

Pink Floyd - A Momentary Lapse Of Reason (1987, CD) | Discogs

Fin dalla pubblicazione nel settembre 1987, A Momentary Lapse Of Reason fu accolto con avido desiderio dai fan di tutto il mondo, accorsi a prenotare i biglietti del tour lanciato pochi giorni dopo l’uscita dell’album. Totale: più di 4,25 milioni di fan in oltre 2 anni, ovvero conferma del talento duraturo e del fascino globale di Gilmour, Mason e Wright che, supportati da altri 8 musicisti sul palco, portarono per il mondo un evento unico per l’epoca.

Originariamente il film era stato girato nell’agosto 1988 al Nassau Coliseum di Long Island a New York, diretto da Wayne Isham e nominato ai Grammy, mentre la nuova versione 2020 – Pink Floyd. Delicate sound of thunder – è stata realizzata a partire da oltre 100 bobine di negativi originali in 35 mm, accuratamente restaurati digitalizzati in 4K poi rimontati dalla pellicola originale con audio rimasterizzato in Dolby Atmos e completamente rielaborati e aggiornati da Benny Trickett, sotto la direzione creativa di Aubrey Powell/Hipgnosis. Il suono è stato completamente remixato dagli originali nastri multitraccia dallo storico ingegnere del suono dei Pink Floyd, Andy Jackson, insieme a David Gilmour assistito da Damon Iddins.

Una scaletta che bilancia con attenzione nuovo materiale e classici della band: Signs of Life, la potente Learning to Fly e la lirica On the Turning Away da “A Momentary Lapse of Reason”; quattro canzoni da “The Dark Side of the Moon” (Time, On the Run, The Great Gig in the Sky e Us and Them), l’inno di Wish You Were Here, più Comfortably Numb e Run Like Hell da “The Wall”.

Sarebbe stata indubbiamente una bella occasione di rivedere i Pink Floyd dal vivo, per lo meno su grande schermo. Anche perché tra i superstiti purtroppo non si accenna a un ritorno di formazione. «Vivo nella speranza di una reunion dei Pink Floyd», ha recentemente dichiarato Nick Mason, ancora fiducioso in un riavvicinamento tra Roger Waters e David Gilmour. «Intendo dire, non penso che faremo mai più un tour come Pink Floyd. Ma sarebbe sciocco a questo stadio delle nostre vite litigare ancora. Il problema è che Roger non rispetta davvero David, perché sente che comporre sia tutto e valga molto più di suonare o cantare. È irritante, davvero, che Roger torni sempre su quella cosa. La questione è tra loro due, io vado d’accordo con entrambi, ma penso che sia davvero deludente che questi signori piuttosto anziani siano ancora ai ferri corti».

Fu proprio a cominciare dall’inasprimento di quei dissapori enfatizzatisi durante la realizzazione di The Wall che Waters lasciò la band a metà anni ’80. Nonostante credesse però che i Pink Floyd senza di lui sarebbero finiti, Gilmour e soci hanno poi dimostrato il contrario. Fino alla speranza di una riconciliazione definitiva a seguito del Live 8 (2005) – in realtà momentaneo miracolo di Bob Geldof.

I Pink Floyd nella loro ultima esibizione dal vivo nella formazione originale al Live 8 (2005)

Purtroppo niente di nuovo: a quanto pare al momento dobbiamo consolarci solo con l’eredità discografica dei Pink Floyd, nonostante le carriere di Roger Waters e David Gilmour proseguano, parallelamente alle indiscrezioni sulla band.

David Gilmour & Roger Waters (Hoepli, 2020)

Forse, come spiega Waters nell’introduzione dell’ultimo libro edito da Hoepli, David Gilmour & Roger Waters (2020) il punto è proprio che «io e David non siamo amici, non lo siamo mai stati e dubito lo saremo mai. Ma si può essere creativi anche senza essere amici. Insieme abbiamo fatto grandi cose che non sarebbero mai nate senza il contributo di entrambi». E sempre nell’introduzione aggiunge Gilmour: «Credo che, dopo tanti anni, io e Roger ci siamo guadagnati il diritto di fare musicalmente ciò che più ci piace. Siamo entrambi in grado di realizzare le nostre cose ciascuno per conto proprio e se questo alla gente non va giù non ci possiamo fare niente».

Il volume è una doppia biografia, parallela o incrociata a seconda delle diverse fasi dei due protagonisti: dalle tappe fondamentali dagli esordi ai tempi odierni, affrontando il mare magnum di progetti, concerti, cambiamenti epocali e aspirazioni che li hanno visto coinvolti, prima come band, poi separatamente.
Per meglio mettere a fuoco la carriera di Waters che di fatto da decenni si divide tra approdi solitari e impegni politici e quella di Gilmour che continua a seguire i suoi interessi musicali da solista, fra dischi, tournée e infinite collaborazioni, fino ad oggi. Ce ne faremo una ragione?

ROGER WATERS: “US + THEM”

Dopo il tour che ha recentemente portato Roger Waters per il mondo nel 2017-18, per un totale di 156 spettacoli e 2,3 milioni di persone è nato “US + THEM”, film che include esibizioni tratte da quelle date e brani di The Dark Side of the Moon, The Wall, Animals, Wish You Were Here e del suo album più recente Is This The Life We Really Want?

Diretto da Sean Evans e Roger Waters, il film trasmette appieno l’emozione del tour. Evans utilizza le tecnologie digitali e audio più all’avanguardia per riprodurre una serie di esperienze visive, audio e sensoriali mozzafiato, catturando così, nel film, le leggendarie esibizioni dal vivo di Waters, accompagnando gli spettatori in un viaggio evocativo e ricco di suggestioni.

Roger Waters in “US + THEM” mostra tutta la potenza della sua musica ed evidenzia l’importanza dei diritti umani, della libertà e dell’amore, dimostrando di essere un musicista attivista e uno dei più appassionati commentatori politici del suo tempo. Ha dedicato la sua intera vita a combattere contro coloro che cercano di controllare le nostre vite e distruggere il nostro pianeta: Welcome To The Machine e Another Brick In The Wall Part II sono un esempio estremo dei cupi avvertimenti che ci aveva dato decine di anni fa riguardo l’alienazione, la rimozione psicologica, l’avidità, la sofferenza, la distruzione e la perdita. E, ciononostante, l’umanità del cantautore si mostra magnificamente: anche se delinea un ritratto cupo e feroce del mondo, il suo messaggio ultimo rimane di speranza, attraverso l’unità e l’amore.

La produzione di “US + THEM” cattura lo stretto rapporto che Waters ha con i suoi fan, sia quelli più giovani sia quelli della vecchia generazione e la connessione unica che crea con il suo pubblico. Se “Animals” sembra quasi la voce di Orwell, allora “The Wall” è completamente Bulgakov. “US + THEM” mette in guardia da entrambi, con una sorta di chiamata alle armi.

Dallo scorso 2 ottobre disponibile in Blu-ray, DVD, Doppio CD e Triplo Vinile, il film è già disponibile anche per l’acquisto e per il noleggio in digitale su iTunes, Apple Tv, Amazon Prime Video, Chili e Mediaset Infinity. In 4K, HD e SD Digital, distribuito Sony Pictures Home Entertainment, è stato girato ad Amsterdam, in una tappa del tour e nel Regno Unito. Gli spettatori delle versioni digitali, Blu-Ray e DVD avranno accesso a una nuova serie di contenuti, incluse due nuove canzoni del concerto non incluse nel film originale (Comfortably Numb e Smell the Roses) così come “A Fleeting Glimpse”, un breve film in stile documentario con i momenti del dietro le quinte del tour.

DAVID GILMOUR: “YES, I HAVE GHOSTS”

Il 27 novembre invece, in occasione del Record Store Day Black Friday e dopo cinque anni dal suo ultimo album da solista Rattle That Lock, uscirà l’edizione limitata in vinile 7’’ di Yes, I Have Ghosts, nuovo singolo di David Gilmour ft Romany Gilmour – che canta e suona l’arpa – ispirato a “A Theatre for Dreamers” il romanzo della moglie Polly Samson.

«Quando ho iniziato a lavorare a questa canzone è cominciato il periodo di lockdown e ho dovuto cancellare la sessione di registrazione con i coristi ma, come si sa, non tutto il male vien per nuocere e non avrei potuto essere più felice di scoprire come la voce di Romany si fonde perfettamente con la mia e il suo modo di suonare l’arpa è stata una rivelazione»,
ha affermato David Gilmour.

Yes, I Have Ghosts, inizialmente reso disponibile solo per l’audiolibro “A Theatre for Dreamers”, è uscito in digitale questa estate. Polly Samson racconta: «Collaborando con David – come ho fatto già molte volte in questi 30 anni, scrivendo sia per lui che per i Pink Floyd – siamo riusciti a fondere i mondi della letteratura e della musica per migliorare l’esperienza di ascolto e connetterci con il pubblico in un modo che non credo sia mai stato fatto prima».

Ambientato nell’isola greca Hydra nel 1960, “A Theater for Dreamers” cattura le giornate afose e soleggiate di una comunità boema espatriata, composta da poeti, pittori e musicisti, tra i quali un venticinquenne Leonard Cohen.

Prima del lockdown dovuto all’emergenza sanitaria Covid 19, David, Polly e la famiglia stavano per presentare “A Theater For Dreamers” in un mini tour che avrebbero mescolato parole e musica. Purtroppo, queste date hanno dovuto essere rimandate al giugno 2021. Durante il lockdown, la “Von Trapped Family” ha presentato in streaming su Facebook un assaggio di quello che sarebbe stato lo show. Gli spettatori si sono ritrovati sull’isola greca di Hydra nel 1960, tra letture del libro, poesie, sessioni di Q&A e musica ispirata al romanzo, tra cui anche sezioni strumentali di Yes, I Have Ghosts e canzoni di Leonard Cohen.

“A Theater for Dreamers” è best seller del Sunday Times ed è stato pubblicato da Bloomsbury.

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