concerti, live music

A Piacenza c’è Jazz per tutti!

Big al Festival 2020 e attenzione al sociale e alla scuola

Un festival inclusivo, che porta la musica in ogni dove. È lo spirito davvero inconsueto del Piacenza Jazz Fest 2020, che si terrà dal 29 febbraio al 5 aprile, il cui nutrito programma è stato presentato il 15 gennaio presso la Fondazione di Piacenza e Vigevano, main sponsor dell’evento.

Proprio il contributo della Fondazione è cruciale nel supporto alle molte attività collaterali che arricchiscono un allettante cartellone principale, nel quale figurano big italiani come Paolo Fresu in coppia con Daniele Di Bonaventura, Enrico Rava &Joe Lovano 5et, Enrico Pieranunzi Trio e artisti internazionali come Dave Liebman &Richie Beirach (protagonista anche di una free masterclass sabato 7 marzo) e Avishai Cohen.

«Inclusione è la parola chiave di quest’anno, significa anche rispetto e valorizzazione delle diversità. Nel diverso il jazz è sempre cresciuto e si è arricchito», ha sottolineato Gianni Azzali, presidente di Piacenza Jazz Club, l’associazione che organizza il festival e si occupa della programmazione del club cittadino MilestoneAnche l’immagine simbolo della manifestazione evidenzia questo concetto e le origini di una musica nata dalla cultura afroamericana, mista ad altre influenze.

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Da sinistra: Angelo Bardini coordinatore artistico, Alberto Dosi consigliere della Fondazione, Gianni Azzali presidente Piacenza Jazz Club, Jonathan Papamarenghi assessore Cultura

Un concetto ben evidente nel cosiddetto Altro Festival: tantissime iniziative diversificate che portano il jazz in tutta la città, illustrate da Angelo Bardini, vicepresidente e coordinatore artistico di Piacenza Jazz Club. Innanzitutto un occhio ai giovani: il concorso nazionale “Chicco Bettinardi”, patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, premierà giovani talenti e porterà sul palco del festival i vincitori dello scorso anno. Sempre ai più giovani sono rivolte le iniziative legate a “Il Jazz va a scuola”: letture musicate, lezioni-concerto e persino un Jazz Pedibus per andare a scuola al ritmo di una marchin’ band! Quanto al sociale, grazie a “Donatori di Musica” il jazz entrerà in ospedale e anche alla casa circondariale delle Novate.

Come del resto ha sottolineato l’assessore di riferimento cittadino, Jonathan Papamarenghi«la cultura dev’essere di sprone per aprire le menti e Piacenza sta dimostrando negli anni di essere particolarmente attiva. L’Altro Festival è quasi più importante del festival in sé perché apre ai giovani, a chi non può partecipare in altro modo come gli ospedali e il carcere, apre a una comunità che ha bisogno di essere rincuorata ed è importante vedere che gli artisti sono in prima linea in questo».

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Un dettaglio del Salone d’Onore della Fondazione

E il ruolo di Piacenza è di particolare rilevanza quest’anno poiché è collegata a Parma, nominata per il 2020 capitale italiana della cultura«Abbiamo visto la manifestazione crescere nel tempo e ampliare la propria portata, e ha coinvolto due aspetti che la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha molto chiari come obiettivi, il sociale e la scuola – ha detto Alberto Dosi, membro del Consiglio d’amministrazione – Ci teniamo a far sì che la città faccia un salto di qualità in ambito culturale, cultura e conoscenza sono uno dei nostri scopi perché riteniamo che possano migliorare la qualità della vita delle persone».

Ma non finisce qui: tra i numerosi eventi collaterali anche presentazioni di libri, una serie di concerti in vari locali cittadini con Jazz Brunch, Jazz Breakfast e Piacenza Suona Jazz e gli aperitivi swing al centro commerciale Gotico. Previsti anche due speciali di approfondimento: su Ornette Coleman, con la proiezione del documentario “Ornette: Made in America” (1985) di Shirley Clarke e un concerto ad hoc, e su Rosa Parks, attivista per i diritti degli afroamericani, con l’esposizione su un autobus delle tavole del graphic novel “L’autobus di Rosa” di Fabrizio Silei e Maurizio Quarello, in collaborazione con Amnesty International.

 

 

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