concerti, live music

Brindisi di pace per la musica con Jazz and Wine of Peace 2019

Dal 23 al 27 ottobre a Cormons la 22ª edizione del festival

Un buon vino si può abbinare a tante cose. Pasta, carne, dolci e… musica. Anzi, jazz! L’idea originale è alla base del festival Jazz and Wine of Peace 2019 che si terrà a Cormons (Gorizia), in Friuli Venezia Giulia, dal 23 al 27 ottobre.Photo - Dianne Reeves Photo by Jeris Madison Approved_1_br Nomi del calibro di Dianne Reeves (foto a destra), Nubya Garcia, John McLaughlin, Bill Frisell e Dave Holland tra i circa 100 artisti presenti per un totale di 40 eventi che coinvolgeranno l’intera città – teatri, cantine, enoteche, bar e ristoranti – e l’intera zona, compresa la vicina Slovenia. Una formula davvero particolare che offre una varietà di spettacoli e degustazioni enologiche interessanti: dagli appuntamenti “fuori orario” con Round Midnight ai percorsi in bici nelle vigne dove ascoltare musica live tra i grappoli.

E poi c’è Jazz&Taste: degustazioni di cinque vini, accompagnate dal sommelier o dal vignaiolo stesso, seguite dall’esecuzione di cinque brani ispirati ai vini stessi. Il tutto immersi nella bellezza delle vigne avvolte nei caldi colori autunnali… Uno spettacolo mozzafiato!

MUSICA, VINO E TURISMO DIFFUSO

La felice intuizione è venuta al Circolo Culturale Controtempo che ha cominciato a organizzare Jazz and Wine of Peace ben 22 anni fa: unire la ricca e prestigiosa produzione enologica locale e la musica jazz per abbattere confini politici, geografici e culturali. Come mai proprio il vino? Semplice: l’area è vocata alla produzione vinicola da sempre: qui siamo sul Collio, zona divisa tra diverse DOP e DOC, terra storica di vini e Cormons, da sola, conta qualcosa come più di 60 produttori di vino, tra cui nomi ben noti anche al grande pubblico come Livio FellugaUn festival che è cresciuto nel tempo, radicandosi sempre più sul territorio anche grazie a un intenso lavoro di squadra tra l’associazione, le aziende vinicole locali e le strutture ricettive turistiche.

Qui si pratica un vero slow tourism: i visitatori alloggiano nei B&B locali e persino nelle cantine stesse, molte delle quali rendono disponibili degli alloggi – spiega Paola Martini, presidente di Controtempo – Abbiamo visto la situazione cambiare radicalmente nel corso degli anni. Adesso facciamo quasi fatica a includere tutte le cantine, ne abbiamo di fisse e altre che partecipano a rotazione, ma all’inizio non è stato facile convincere i produttori. Abbiamo cercato di far capire che portare qui le persone non solo per degustare, ma anche per ascoltare musica, avrebbe avvicinato nuovi clienti».

La scommessa è stata soprattutto su un ritorno, in termini economici e di visibilità, a lungo termine. Ed è quello che Paola Martini stessa, da quindici anni in forza all’associazione e alla sua guida – tra vicepresidenza e presidenza – da dieci anni, ha potuto testimoniare nel tempo. «Eravamo convinti che far conoscere il vino in maniera emozionale, abbinandolo alla musica, avrebbe fatto tornare le persone anche dopo il festival. E infatti ora li vediamo, quando vengono a passare un weekend o a fare rifornimento di vini e prodotti locali”, ha raccontato Martini. Perchè qui si trova tutto, dal formaggio, alle marmellate, alle mostarde, ai prosciutti

UN CAST STELLARE E INTERNAZIONALE

Le scelte musicali poi sono state fondamentali nell’attrarre un pubblico di appassionati anche a livello internazionale. «L’anno scorso sono arrivate 7.500 persone e molte dall’estero: Germania, Austria, Slovenia, Croatia, Norvegia, Finlandia e addirittura dal Giappone!». Il tutto grazie al direttore artistico di Jazz and Wine of Peace Mauro Bardisco e allo sforzo di dare spazio non solo ad artisti di grande richiamo, con numerose anteprime, ma anche a progetti più piccoli e interessanti che altrimenti non arriverebbero al pubblico.

Da qui la necessità di coinvolgere realtà di ogni tipo e di ogni dimensione, creando palcoscenici anche negli angoli più inaspettati. AreaOpenProjectPer esempio, nel tepore di una bella taverna… Dove è possibile ascoltare e gustare i deliziosi piatti tipici locali praticamente a qualunque ora«Si rendono tutti incredibilmente disponibili, ci si può sedere e mangiare un piatto caldo, sia frico o musetto o altri prodotti tipici, anche dopo mezzanotte», sottolinea Martini. 

Tanto per dare un’idea, in vent’anni da qui sono passati Dave Brubeck, McCoy Tyner, Jan Garbarek, Stanley Clarke, Charles Lloyd, Sun Ra Arkestra, Joe Jackson, Richard Galliano, Art Ensemble of Chicago. Giusto per fare qualche nome…

UN MESSAGGIO UNIVERSALE

E da quel “Peace” nel titolo scaturisce il messaggio di fondo. «È molto importante per noi. Se torniamo indietro di 23 anni, quando abbiamo cominciato, qui eravamo nel bel mezzo del conflitto dell’ex-Jugoslavia. Allora la Cantina Produttori fece il “Vino della Pace” e ogni anno si fa, dal palco, il brindisi della pace. Quello che stava succedendo intorno a noi ci spinse a dare un messaggio di pace e dialogo».

Del resto Cormons è situata in una posizione strategica, a due passi dalla Slovenia e vicina all’Austria. «Fin dall’inizio abbiamo coinvolto la casa della cultura slovena, Kulturni Dom e abbiamo sempre organizzato concerti insieme. Anche se ora non ci sono più conflitti qui, purtroppo lo stesso non si può dire del resto del mondo, come stiamo vedendo in Siria. Quindi è un messaggio di pace di cui c’è ancora bisogno». Un vero festival senza barriere…

Come arrivare? Clicca qui!

 

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